Stuprare, sì, ma con ironia

by felicitamodna82

Ri-bloggo questo articolo aggiungendovi alcuni miei pensieri che si discostano, in parte, dalla posizione presa nel post-fonte.
Dell’articolo originale apprezzo molto

  1. l’attenzione posta al problema della censura un po’ bizzarra attuata da Facebook
  2. l’astuto paragone con una simile conversazione virtuale su temi sui quali l’uomo occidentale medio è leggermente più sensibile che non sullo stupro delle donne.

Il mio personale pensiero è che…sì, è possibile fare dell’ironia, del sarcasmo, della satira, dello humour nero anche su temi come lo stupro. Su questo mi distinguo fortemente dall’ondata di politically correctness a tutti i costi ed aggressiva che pare aver invaso i social network ultimamente. È essenziale, però, nel farlo, tenere conto della forma, dei modi, del contesto. Se faccio un’uscita sarcastica con un amico con cui ci si conosce, evitando sia di causare equivoci, sia di traumatizzare potenzialmente una persona affetta da PTSD, è un conto. Se pubblico freddure secche a tema su blog dedicati a satira o humour nero, o se le recito in un contesto quale una finzione teatrale, mi dovrebbero leggere/sentire solo gli interessati al genere, e il contesto è chiaro, idem. Se eventuali scrittori poi dovessero essere cripto-stupratori, sarebbe problema della giustizia e non della scure di solito parecchio pasticciona della censura.
Se però in un gruppo di conoscenze virtuali, con sconosciuti, ci si lascia andare a lunghe conversazioni su ipotesi e metodi per stuprare una donna sedata senza farsi beccare, il sospetto che qualcuno stia realmente premeditando un reato c’è, ed è forte, e verrebbe a chiunque. Perlomeno, a chiunque sia dotato di basilari capacità di comprensione di lettura e di fiutare possibili personalità non proprio equilibrate. Nella migliore delle ipotesi, chi scrive di queste cose è qualcuno con una completa ignoranza di quello che era il programma di italiano delle medie e delle superiori dei miei tempi, nonché di come funzionano una società ed uno stato moderni. Nella peggiore, siamo davanti ad un covo di stupratori. Più verosimilmente, mi viene da pensare che vi sia grossa confusione rispetto a cosa siano il consenso, il diritto di tutti i partecipanti ad una scopata di discutere cosa e come fare e di godere, lo status di persona umana (che evidentemente non vale per tutti); una confusione nella quale sicuramente regnano i sopracitati ignorantoni, e probabilmente si nasconde anche qualche stupratore/stupratore in fieri.

Il Maschio Beta

Ieri mattina la pagina Facebook “La Friendzone non esiste” pubblica lo screenshot di alcuni commenti in cui dei ragazzi si chiedono se sia effettivamente stupro quando la ragazza è in stato di incoscienza perché drogata: si scambiano pareri e battute, incuranti dell’oggetto della loro – chiamiamola per il momento così – goliardia, nonché del fatto che una persona, membro come loro di questo gruppo segreto su Facebook, crede di fare cosa giusta denunciando lo scambio alle admin di una pagina femminista.

fb_img_1473425976006La pagina pubblica subito il post, non curandosi di cancellare i nomi degli interlocutori, in quanto ritiene che la gogna mediatica per chi fa battute e scherza su una ragazza in stato di incoscienza penetrata sessualmente non sia che il minimo. Io stesso ritengo di dover pubblicare a mia volta lo scambio sulla mia paginetta, che conta sì molti meno seguaci, ma che a causa delle proteste e delle…

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